Zenzero, peperoncino, curcuma, pepe nero, cannella, cumino, sono spezie “calde”, aumentano cioè il metabolismo. Aggiunte agli alimenti con parsimonia e abbinate ad una dieta sana, possono facilitare la perdita di peso.
Recenti studi sembrano dimostrare che il cumino, in polvere o in semi, come tisana o aggiunto a carni e verdure, possa aiutare a perdere massa grassa, a ridurre il colesterolo LDL e i trigliceridi.
Attenzione però ad un uso eccessivo: lo zenzero può aumentare la pressione in pazienti ipertesi. La Curcuma è controindicata per chi assume anticoagulanti e nei pazienti colecistectomizzati. Il peperoncino potrebbe peggiorare una situazione di acne. Il cumino può interagire con farmaci ormonali o provocare ipotensione.
Iportantissimo: freschezza e tracciabilitá.
Che cosa significa “calde”. Nell’Ayurveda ogni sostanza ha un’energia (virya) che può essere calda o fredda. Le spezie elencate hanno quasi tutte un’energia calda: stimolano Agni, il fuoco digestivo, aiutano a trasformare il cibo in modo completo e riducono la formazione di ama, i residui non digeriti che appesantiscono l’organismo. Il loro sapore prevalente è il pungente, che secondo la tradizione alleggerisce, asciuga e apre i canali. Sono quindi preziose per chi tende a Kapha, il principio della pesantezza e della stabilità, che quando è in eccesso si manifesta con lentezza, sonnolenza dopo i pasti, ritenzione di liquidi e tendenza ad aumentare di peso.
Non esistono spezie miracolose. È bene chiarirlo subito: nessuna spezia, da sola, fa dimagrire. Le spezie possono sostenere la digestione, rendere più saporiti piatti semplici e permettere così di ridurre sale, zucchero e grassi, ma il peso dipende dall’insieme dell’alimentazione, dall’attività fisica, dal sonno, dallo stress e da eventuali condizioni mediche. Per l’Ayurveda il sovrappeso è il risultato di un fuoco digestivo indebolito e di abitudini che aumentano Kapha: mangiare troppo e troppo spesso, dormire durante il giorno, muoversi poco, preferire cibi freddi, dolci e pesanti. Le spezie sono un aiuto, all’interno di un cambiamento più ampio.
Lo zenzero. In Ayurveda lo zenzero è chiamato “medicina universale”. Fresco è più adatto a stimolare l’appetito e a sciogliere il muco; secco, in polvere, è più caldo e più indicato per la digestione lenta. Una fettina di zenzero fresco con un pizzico di sale e qualche goccia di limone, masticata poco prima del pranzo, è un modo tradizionale per “accendere” il fuoco digestivo. Va usato con misura da chi soffre di acidità di stomaco, di ulcera o di emorroidi sanguinanti, e chi assume farmaci per la pressione o anticoagulanti dovrebbe parlarne con il medico prima di consumarlo in quantità.
La curcuma e il pepe nero. La curcuma, haridra in sanscrito, è una delle piante più usate in cucina e in terapia. Il suo principio più studiato, la curcumina, viene assorbito poco dall’intestino; la tradizione indiana la associa da sempre al pepe nero e a un grasso, come il ghee o l’olio, e oggi sappiamo che la piperina del pepe ne aumenta l’assorbimento. Proprio perché agisce sulla coagulazione e stimola la produzione e il deflusso della bile, la curcuma in dosi elevate o in estratti concentrati va evitata da chi prende anticoagulanti o antiaggreganti, da chi ha calcoli biliari o ha subito l’asportazione della colecisti, come già ricordato sopra. Il pepe nero, a sua volta, è molto caldo e va usato con moderazione da chi ha un temperamento Pitta.
Il cumino e la cannella. Il cumino (jiraka) è una delle spezie più delicate tra quelle calde: sostiene la digestione senza irritare, riduce il gonfiore addominale e può essere usato anche da chi ha una costituzione Pitta, purché con misura. Un modo semplice di assumerlo è una tisana preparata facendo bollire per qualche minuto un cucchiaino di semi in una tazza d’acqua, da bere tiepida dopo i pasti. La cannella, dolce, pungente e calda, è tradizionalmente usata per favorire la circolazione e per accompagnare i cibi dolci, rendendoli più digeribili. Quella comunemente in commercio, la cassia, contiene quantità significative di cumarina e non andrebbe consumata ogni giorno in grandi quantità: meglio preferire la cannella di Ceylon.
Il peperoncino. È la spezia più calda e più “tagliente” dell’elenco. In piccole quantità stimola l’appetito e la circolazione; in eccesso aumenta Pitta in modo marcato e può causare bruciori di stomaco, irritazione intestinale, emorroidi e, come detto, peggiorare l’acne e le infiammazioni della pelle. Chi ha una costituzione Pitta, o soffre già di disturbi legati al calore, farebbe bene a sostituirlo con spezie più dolci come il coriandolo e il finocchio, che danno sapore senza surriscaldare.
Come usarle in cucina. Il modo tradizionale di usare le spezie è scaldarle per pochi istanti in un cucchiaio di ghee o di olio, finché non sprigionano il loro profumo, e poi aggiungere questo condimento ai legumi, alle verdure o al riso. Così le spezie diventano più digeribili e cedono meglio i loro principi aromatici. Meglio acquistarle intere, conservarle al riparo dalla luce e macinarle al momento. E soprattutto, come ricordava l’articolo, usarle con parsimonia: un pizzico in più non raddoppia il beneficio, ma può creare disturbi.
Spezie e farmaci. Una spezia usata per insaporire un piatto ha un effetto ben diverso da un estratto in capsule assunto ogni giorno. Gli integratori a base di curcuma, zenzero o cannella concentrano in poco volume quantità che a tavola non si raggiungerebbero mai, e possono interferire con farmaci come gli anticoagulanti, gli antidiabetici e gli antipertensivi. Prima di assumerli, soprattutto se si seguono già delle terapie, è opportuno parlarne con il proprio medico.
In sintesi. Le spezie calde sono un aiuto prezioso per una digestione efficiente e per chi tende a Kapha, ma non sostituiscono una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo. Vanno scelte in base alla propria costituzione e alle proprie condizioni di salute: ciò che aiuta una persona lenta e appesantita può irritare una persona già “accesa” e infiammata. Il medico ayurvedico può indicare quali spezie preferire, in quali quantità e in quale stagione dell’anno.
Lascia un commento