Medicina Ayurvedica
in Torino
Medicina Ayurvedica in Torino

La medicina Ayurvedica considera i piedi un riflesso di tutti gli organi ed apparati dell’organismo e li collega alla testa e al cervello. Il massaggio dei piedi, in sanscrito Pada (piede)
Abhyanga (massaggio), è considerato pratica irrinunciabile da effettuarsi giornalmente. Stimola, purifica, dà equilibrio, allevia il dolore, migliora la postura e, prima di dormire, assicura un sonno ristoratore.
Lo possiamo effettuare da soli, preceduto da un pediluvio in acqua tiepida, in un ambiente senza TV e/o cellulare, utilizzando olio di sesamo intiepidito a bagnomaria.
Ghee (burro chiarificato) o un olio ayurvedico medicato possono alleviare alcune patologie.
In ogni caso ammorbidisce la pelle dei più anziani, diverte e piace ai più piccoli.

Un gesto della routine quotidiana. I testi classici inseriscono il massaggio con olio tra le pratiche della dinacharya, la routine di ogni giorno, accanto all’igiene del corpo, all’esercizio fisico e al riposo regolare. L’Ashtanga Hridaya raccomanda di massaggiare con particolare cura la testa, le orecchie e i piedi, le parti del corpo in cui il beneficio dell’olio è considerato maggiore. Tra i vantaggi attribuiti al massaggio dei piedi, i testi ricordano che rende i piedi forti e stabili, ne previene la secchezza e le screpolature, riduce la stanchezza e favorisce il sonno, e che giova anche alla vista. Non è quindi un trattamento da riservare ai giorni di vacanza, ma un piccolo appuntamento quotidiano con se stessi.

Piedi, Vata e sonno. I piedi sono la parte del corpo più lontana dal cuore, spesso fredda e secca, e sopportano tutto il nostro peso durante il giorno. Per l’Ayurveda sono un punto in cui Vata, il principio del movimento, tende facilmente ad alterarsi: chi ha i piedi sempre freddi, la pelle che si screpola sui talloni, un sonno leggero e interrotto, una mente che fatica a fermarsi la sera, mostra proprio i segni di un Vata in eccesso. L’olio caldo, con le sue qualità untuose e stabili, è il rimedio più semplice per riportarlo in equilibrio. È per questo che il massaggio dei piedi la sera, poco prima di coricarsi, è uno dei consigli più frequenti per chi dorme male.

Come prepararsi. Scegliete un momento della giornata in cui non avete fretta, meglio se la sera, e un luogo tranquillo e caldo. Preparate una bacinella con acqua tiepida per il pediluvio: bastano dieci minuti per ammorbidire la pelle e rilassare i piedi stanchi. Nel frattempo intiepidite l’olio a bagnomaria, versandone una piccola quantità in un contenitore immerso in acqua calda; prima di usarlo, provatene sempre la temperatura sul polso, perché deve risultare piacevolmente caldo, mai bollente. Asciugate bene i piedi, soprattutto tra le dita, e sedetevi comodi, con la schiena appoggiata.

Il massaggio, passo dopo passo. Versate un poco di olio sul palmo della mano e stendetelo su tutto il piede, dalla caviglia alle dita. Massaggiate la pianta con il pollice, con movimenti circolari lenti e decisi, dal tallone verso le dita. Insistete sull’arco plantare, dove spesso si accumula la tensione, e sul tallone. Passate poi alle dita, una alla volta, ruotandole delicatamente e tirandole con dolcezza, e agli spazi tra le dita. Concludete con il dorso del piede e con la caviglia, accompagnando il movimento verso l’alto. Dedicate almeno cinque minuti a ciascun piede, respirando con calma. Al termine indossate un paio di calze di cotone, per proteggere la pelle e non scivolare.

I punti marma del piede. L’Ayurveda descrive nel corpo un insieme di punti vitali, i marma, in cui si incontrano muscoli, vasi, tendini, ossa e articolazioni e dove, secondo la tradizione, scorre in modo particolare l’energia vitale. Ogni piede ne ospita diversi: talahridaya al centro della pianta, kshipra tra l’alluce e il secondo dito, kurcha e kurchashira nella parte interna del piede, gulpha all’altezza della caviglia. Durante il massaggio questi punti si toccano con una pressione morbida e costante, senza mai provocare dolore. Anche per questo il massaggio dei piedi viene descritto come un trattamento che agisce sull’intero organismo e non solo sul piede.

La coppa di bronzo. In India è diffuso un metodo tradizionale che utilizza una piccola coppa di bronzo, chiamata kansa. Dopo aver steso l’olio o il ghee, si fa scorrere il fondo arrotondato della coppa sulla pianta del piede con movimenti circolari e a otto, finché la pelle non diventa calda e morbida. Il metallo e il movimento leggero rendono il trattamento particolarmente rilassante. Chi non possiede la coppa può ottenere un buon risultato anche con le sole mani: ciò che conta è la regolarità.

Quale olio scegliere. L’olio di sesamo, caldo e nutriente, è l’olio tradizionale per eccellenza ed è adatto soprattutto a chi ha una costituzione Vata o ha la pelle molto secca. Chi tende al caldo, con piedi spesso arrossati, sudati o che bruciano, trae più beneficio da sostanze rinfrescanti: il ghee è indicato proprio in questi casi, e in alternativa si può usare l’olio di cocco. Gli oli medicati ayurvedici, preparati facendo cuocere l’olio con decotti di piante, vengono invece scelti dal medico in base al disturbo da trattare, ad esempio i dolori articolari o le difficoltà del sonno.

Quando non farlo. Come ogni pratica, anche il massaggio dei piedi ha qualche limite. Va evitato sulla pelle con ferite, infezioni, micosi o eczemi in fase acuta, e non va eseguito in caso di febbre o di cattiva digestione. Chi soffre di diabete o di problemi di circolazione deve prestare attenzione alla temperatura dell’olio, perché la sensibilità dei piedi può essere ridotta, e controllare ogni giorno la pelle; nei casi di gonfiore improvviso o di dolore a una gamba, prima di massaggiare è necessario sentire il medico. In gravidanza il massaggio delicato è generalmente piacevole, ma è bene chiedere consiglio.

Un momento per sé. L’indicazione di un ambiente senza televisione e senza cellulare non è un dettaglio. Il massaggio dei piedi funziona anche perché obbliga a fermarsi, a dedicare qualche minuto alla propria persona e a spostare l’attenzione dalla testa al corpo. Chi lo pratica con regolarità racconta spesso di addormentarsi più facilmente e di sentirsi più “radicato”, più stabile. È un gesto semplice, che non richiede strumenti particolari né molto tempo: l’importante è farlo con costanza, ogni sera, come si fa con il lavarsi i denti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *